Adesso di anni ne ho dieciassette e certe volte mi comporto come se ne avessi tredici!

Ma chi è che parla dei problemi degli adolescenti negli anni ’50 in America? Chi? Lo vogliamo o no colmare questo vuoto? Se lo colmi e conquisti quella nicchia che oggi i teorici della new economy chiamano oceano blu, sarai in grado di vivere di rendita con un solo libro, nascondendoti per sempre alla massa e al fisco. Di chi stiamo parlando è chiaro, è il giovane Holden del 1951 di Salinger. Perchè da che mondo e mondo gli ADOLESCENTI vanno formati. Gli adolescenti sono sempre nervosi e sfacciati in ogni epoca. Gli adolescenti sono in perenne conflitto con gli adulti che impongono in modo coercitivo le loro leggi. Gli adolescenti, ma prima di Salinger? E’ del 1774 i dolori del giovane Werther di Goethe che descrive in prima persona i tormenti di un artista con un anima sensibile afflitto da pene d’amore non corrisposte. Nel 1821 muore John Keets giovanissimo a 25 anni, alcuni critici definiscono la sua prosa adolescenziale. E nel 1916 abbiamo ritratto dell’ artista da giovane, romanzo di formazione di James Joice che delinea sentimenti ribelli e anticattolici. E poi esplode quel geniaccio di Salinger con il suo marketing strategico non voluto che con un solo titolo si conquista l’immortalità letteraria, gloria concessa a pochi. Di estrazione Salinger ha genitori facoltosi, caratteristica che si ritrova in chiave autobiografica anche in Holden Caufield (titolo originario quasi impronunciabile the catcher in te Rye), che vive con il denaro propinato dai genitori. JDSalinger frequenta diverse scuole prima di laurearsi. Dopo un anno trascorso in Europa studia alla Columbia University, dove segue anche i corsi di scrittura di Whit Burnet, direttore della rivista Story che divenne suo mentore durante l’iter della sua carriera letteraria. L’importanza di questo libro viene sempre poco sottolineata nelle sue pieghe segrete, se analizziamo a fondo la personalità di JDSalinger sappiamo che nel 1942 subì l’ordine di coscrizione per la leva obbligatoria e che più o meno in quel periodo ebbe una forma di esaurimento nervoso che riuscì a convogliare evidentemente nei suoi scritti con successo. Il giovane Holden catapulta Salinger al centro di un polverone mediatico di attenzioni che lo costringono a isolarsi completamente, scrivendo solo sporadicamente opere considerate dalla critica minori. Nel 2010 quando muore the catcher in the rye (titolo che nell’ intenzione originaria vuole essere una sorta di ammonimento che suggerisce di non correre in quel campo, ci sono dei pericoli) è ancora il suo unico romanzo lungo sicuramente l’opera più ricordata rispetto a nove racconti del 1953, alzate l’architrave carpentieri del 1955, Seymour introduzione del 1959 e Franny e Zooey del 1961. Come celebra Alberto Sordi in un video parlando di Fellini era un bugiardo conclamato anche se dobbiamo riconoscergli un capoccione così, con la sua particolare mimica romanesca, lo stesso pensiero viene espresso in prima persona da questo adolescente problematico: io sono il più fenomenale bugiardo che abbiate incontrato in vita vostra. Anche Fitzgerald esplorò questa traballante condizione umana dei giovani che diventano scomodi per una società conservatrice che si vede costretta a trattarli con una sorta di irritazione cutanea. Gli adulti ancora oggi guardano sempre alle nuove generazioni con il piglio di chi è più forte caratterialmente e meno infiacchito. Ovviamente a questi atteggiamenti di sfida i giovani ribelli devono reagire e far sentire la loro voce visto che sono stati relegati a presidiare la terra come alieni non autorizzati. In questo clima di lotta e di guerriglia si cimentò Salinger senza tralasciare un piccolo dettaglio, puoi scrivere solo di cose che conosci e che hai vissuto direttamente sulla tua pelle. Questioni sessuali ed etiche, analisi continue sulla perenne condizione umana e sulle aspettative per un domani che forse non porta da nessuna parte: sono queste le elucubrazioni dell’ansioso Holden non ancora avvezzo alle insidie del mondo moderno! Ma Holden ci fa capire che non è adolescenza questa ma solo confusione momentanea, disorientamento e labirintite, consapevolezza dei propri difetti e limiti strutturali e il desiderio di superare l’immaturità che porta disagio. Il suo disinvolto disprezzo per l’onestà e per le norme sociali è intrigato da un sincero impulso all’ autoconfessione e a una sincera tolleranza nei confronti di personaggi che incontrerà nelle sue avventure. Si direbbe che Holden ami fare la vittima, prima viene oltraggiato dai bulli della scuola, poi viene derubato da un protettore, poi si avventura sentimentalmente in questioni di etica in cui le donnine che lo accompagnano devono sorbirsi lunghe discussioni filosofiche etiche e morali. Insomma il giovane Holden è proprio un Peronaggio vero con la P maiuscola. Ma Holden sa che può fare meglio e che può dare di più: non è solo un pò grezzo e volgare, semplicemente ha del potenziale non ancora liberato in tutto il suo splendore! Alcuni critici sostengono che la morte di tanti giovani soldati durante la grande guerra abbia finito per influenzare l’autore. Quello che è certo che nessuno mai sembra aver immortalato con una Nykon spietata e precisa la condizione adolescenziale che vale per tutte le generazioni di ogni tempo, nei limiti dei contesti storici.  Si scusa ma dopo Salinger per continuare l’analisi di questa corporazione? Nel 1963 abbiamo la campana di vetro di Silvia Plath, storia di formazione con finale drammatico, in quanto la protagonista impazzisce.Nel 1982 Panino al prosciutto di Charles Bukowsky ha un narratore maschile in prima persona che rievoca gli anni dell’ adolescenza.

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